[recensione] [libro] Tao Te King (Lao Tseu): Il Vertice della Saggezza Umana
Ecco un post scritto da un filosofo vietnamita che rispetto enormemente. Faccio fatica a scrivere una recensione sul Tao Te King da molto tempo e ho scritto alcuni timidi commenti qui, per fortuna il suo post riassume perfettamente ciò che penso del Tao Te King. Personalmente, leggo la versione Tao Te King della Collezione della Pléiade di Gallimard (link Fnac, link Amazon), ma penso che ci siano sicuramente altre edizioni più economiche. La lettura del Tao Te King vi aprirà le porte del Yi King.
Tao Te King: Il Vertice della Saggezza Umana, di Dang Than
Se volete evitare tutte le sfortune dell’esistenza, leggete il Tao Te King di Lao Tseu.
Se volete vivere come un re senza fare nulla, leggete il Tao Te King.
Se volete avere successo senza sforzo, leggete il Tao Te King.
Se volete raggiungere la vetta in tutti i giochi della vita, leggete il Tao Te King.
Se volete penetrare il cuore e la mente delle persone, leggete il Tao Te King.
Se volete comprendere l’essenza ultima dell’universo, leggete anche il Tao Te King.
Volete governare un paese, arricchirvi, conquistare il cuore degli uomini, curare la vostra salute, prendere una concubina, educare i vostri figli, o anche fare il macellaio senza mai aver bisogno di affilare il coltello in tre anni? Leggete il Tao Te King! Poi proseguite con lo Zhuangzi (Tchouang-tseu).
Se un giorno realizzate improvvisamente che più si ha conoscenza, più ci si confonde; più si ha denaro, più ci si preoccupa; più si ha potere, più si ha paura; più si hanno leggi, più è il caos; più si parla di ‘morale’, più se ne nota l’assenza… allora congratulazioni. Vi trovate davanti alla porta che Lao Tseu ha aperto più di duemilacinquecento anni fa.
Non credete alle voci secondo cui il Tao Te King non vi insegna a conquistare il mondo; vi insegna ben di più: a non lasciare che il mondo vi conquisti. Non credete nemmeno alle chiacchiere che ne fanno un libro di ricerca dell’immortalità. Non credete che sia un libro pessimistico. Non credete che sia un libro del ‘lasciar andare’. È un trattato sul funzionamento segreto del mondo.
Lao Tseu non vede l’essere umano come un individuo isolato. Vede il cielo, la terra, il potere, la guerra, l’economia, il desiderio, il linguaggio, il comando, l’organizzazione e persino la morte come correnti che scorrono in un unico fiume. Chi lotta contro la corrente si esaurisce. Chi capisce la corrente sa quando remare, quando gettare l’ancora, quando mollare i remi per lasciarsi portare dall’acqua.
Al giorno d’oggi, si parla molto di ‘pensiero dirompente’. Lao Tseu, invece, era piuttosto specialista della… dissoluzione del pensiero.
Tutti dicono che bisogna essere duri e forti, ‘è essendo duri che si tiene testa al vento’; lui dice: è il flessibile che è forte. Tutti dicono che bisogna essere pieni, completi; lui dice: è il vuoto che serve. Tutti dicono che bisogna vincere a tutti i costi; lui dice: non competere, ecco l’invincibilità. Tutti dicono che bisogna elevarsi in alto; lui dice: il mare è re dei cento fiumi perché si trova più in basso di loro. A primo ascolto, si crederebbe che dica solo paradossi.
Il Tao Te King parla molto poco del bene e del male nel senso ordinario. Ciò che interessa di più a Lao Tseu è l’equilibrio. Troppo duro, si rompe. Troppo pieno, trabocca. Troppo tagliente, si smussa. Troppo ricco, genera ladri. Troppo famoso, genera rancore. Troppo furbo, finisce per nuocere a se stesso. Ogni ‘troppo’ apre una porta alla sventura.
Ecco perché evoca continuamente il ‘saper accontentarsi’. Saper accontentarsi non significa restare poveri. È impedire che l’avidità ci renda suoi schiavi.
Leggendo il capitolo 38, più di uno sarà colto alla sprovvista. Lao Tseu dice: quando il Tao si perde, viene la Virtù; quando la Virtù si perde, viene l’Umanità; quando l’Umanità si perde, viene la Giustizia; quando la Giustizia si perde, viene il Rito. Così, più si deve proclamare a gran voce un valore, più è segno che manca. Più grande è lo slogan, più fragile è la radice.
Una società che non ha bisogno di esporre ovunque «siate onesti» è generalmente una società ancora abbastanza onesta. Un’azienda che sbandiera ogni giorno la sua «cultura aziendale» sta forse perdendola. Una persona che si vanta continuamente della propria onestà spinge spesso gli altri a controllare discretamente il portafoglio. Lao Tseu sorride dolcemente, ma quel sorriso risuona ancora dopo duemilacinquecento anni.
Al capitolo 39, parla di ciò che c’è di più notevole: «Ottenere l’Uno». Il cielo, la terra, gli spiriti, i diecimila esseri, il sovrano… tutti devono preservare il proprio «Uno». Non un numero. Ma l’asse che non deve spezzarsi. La famiglia ha il suo «Uno». L’azienda ha il suo «Uno». Una vita umana ha anch’essa il suo «Uno». Perderlo, e tutto il resto non è che decorazione. Leggete il Tao Te King per scoprire qual è il vostro «Uno».
Così, studiare il Tao Te King non serve a parlare in modo più misterioso. Serve a decidere con più chiarezza; dirigere con più talento; amare più profondamente; intraprendere in modo più duraturo; cadere meno spesso nelle trappole dell’ego; rovinarsi meno spesso la vita da soli.
Strana cosa: dopo millenni, l’umanità ha inventato l’intelligenza artificiale, sonde verso Marte, computer quantistici… eppure continua a cadere esattamente nelle buche che Lao Tseu aveva segnalato fin dai tempi in cui cavalcava il suo bufalo. Forse è perché la tecnologia avanza sempre in linea retta, mentre l’avidità, lei, sa solo girare in tondo.
Il Tao Te King è dunque il libro di tutte le epoche, finché l’uomo non ha imparato a vincere se stesso. Ed è forse anche la ragione per cui questo sottile volume (81 capitoli, ma in media poco più di 60 caratteri per capitolo) è sopravvissuto, in silenzio, a tanti imperi terrificanti, a tante dottrine spaventose, e a tante rivoluzioni che «sconvolsero cielo e terra». Al termine del Tao Te King, ci si spoglia di innumerevoli superflui, finché di sé non resta che il vuoto-luminoso.