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[Riflessione] #40 : Perché Aumentare la propria Soglia di Rischio è la chiave della Libertà?

Ho letto di recente un articolo di Noah Hawley su The Atlantic, che raccontava la sua presenza a un raduno privato organizzato da Jeff Bezos nel 2018. I guests arrivavano in jet privato (pagato da Jeff Bezos), ciascuno dei loro figli era accudito da una nanny (pagata da Jeff Bezos) e nelle loro camere li attendevano borse di lusso piene di prodotti di lusso regalati. Scrive:

Più mi avvicino al mondo della ricchezza, più capisco che essere veramente ricco non significa accumulare abbastanza soldi per permettersi superyacht, jet privati o un milione di ettari di terra. Significa che tutto diventa effettivamente gratuito. Qualsiasi bene può essere acquisito, ma nulla può mai essere perso, perché per i futuri trillionari, nessun livello di perdita potrebbe cambiare significativamente la loro posizione mondiale o il loro potere personale. Per loro, la parola fallimento ha smesso di avere un senso.

Un miliardario che investe in una startup che ha una possibilità su mille di riuscire, che finanzia un razzo che esplode, che scommette su una tecnologia completamente azzardata, non rischia nulla di vitale. Il fallimento ammputa una frazione della sua fortuna, mai le fondamenta. Può fallire dieci volte per riuscire una volta, e comunque uscirne vincitore. Il rischio, per lui, è quasi un gioco.

Il tizio qualunque che lascia il suo posto fisso per mettersi in proprio, o che si lancia in una riconversione a 35 anni, con un figlio a carico e prestiti da rimborsare ogni mese, lui ha solo un tentativo, o quasi. Ogni fallimento consuma risorse che non si possono recuperare: i risparmi, la casa, la stabilità familiare, a volte la salute mentale, e il tempo, che non si ricompra mai. Non diversifica le sue scommesse. Punta tutto su un solo cavallo.

Stessa parola. Non lo stesso gioco. Per uno, una scommessa. Per l’altro, una questione di sopravvivenza.

Allora cosa facciamo, alla nostra scala?

Secondo me, l’assunzione di rischi è proporzionale alla libertà. Dobbiamo quindi poter aumentare la nostra soglia di rischio.

Non diventeremo miliardari dall’oggi al domani, ma possiamo costruire, poco a poco, la nostra rete di sicurezza, non solo in denaro, in tutto:

Risparmi e un reddito passivo, prima di saltare, non dopo
→ Competenze in ambiti molto vari, per non essere inutili, né in un mondo dominato dall’IA, né in un mondo apocalittico
→ Una rete che ci risponda anche senza il nostro titolo o status attuale
→ Una competenza “vendibile velocemente” di riserva, per non essere mai a zero
→ Uno stile di vita ridotto PRIMA di lanciarsi in un progetto rischioso, non quando si fa fatica ad arrivare a fine mese
→ Una salute fisica e mentale solida
→ Non essere solo il proprio lavoro, altrimenti il fallimento diventa una crisi d’identità totale
→ Testare in parallelo prima di mollare tutto (side project, part-time, anno sabbatico)
→ Organizzarsi per “comprarsi del tempo”, rimandare artificialmente l’urgenza: Un anno di risparmi per esempio, o solo del tempo libero per riflettere/pianificare meglio. Tempo libero che ci si può permettere grazie a l’automazione tramite IA per esempio

Il ricco ha il capitale finanziario come rete. Noi, possiamo costruire la nostra con del finanziario, del sociale, delle competenze, del tempo, della salute. È più lento da costruire. Ma funziona anche.

L’abbondanza cambia ciò che osiamo creare

E c’è un ultimo punto, molto semplice, che ho osservato su piccolissima scala. Quando sono in un ambiente di abbondanza: un esempio banale: avevo token Codex quasi illimitati per 2 settimane, improvvisamente non sono più limitata ai progetti “prioritari” né alle funzionalità essenziali. Ho creato cose molto più interessanti, più curate, più ambiziose. Cose che non avrei mai avuto il tempo di fare in modalità “priorità” o “efficienza pura”.

L’abbondanza non aumenta solo l’assunzione di rischi. Libera l’immaginazione.

È esattamente per questo che bisogna lottare contro il poverty mindset (mentalità di sopravvivenza), non per negare la realtà dei nostri vincoli, sono ben reali, ma per creare delle “isole di abbondanza” in cui si osa creare e si osa superarsi un po’ di più ogni volta.

Un po’ più di risparmio.
Un po’ più di competenze.
Un po’ più di tolleranza al rischio.

Non è solo la ricchezza che rende liberi. È la capacità di assorbire un fallimento senza che tutto crolli. E questo si può costruire.

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