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[storia] Come mi sono ritrovato in una vasca idromassaggio, nudo, circondato da yakuza

Marzo 2018, arriviamo a Osaka in Giappone. Siamo felici di scoprire il paese del Sol Levante, tanto più che la stagione dei ciliegi in fiore sta per iniziare. Eppure il contrasto è un po’ duro. Bisogna precisare che veniamo da un mese intero in un hotel a 3 stelle a Hoi An per… 600 €.

A Osaka paghiamo tre volte tanto per un alloggio minuscolo. La doccia / il bagno assomiglia a un armadio, l’appartamento è mal isolato, abbiamo freddo. Al punto che siamo andati a comprarci pigiami ben caldi da Uniqlo già la prima sera.

Ho provato a fare una doccia una volta, non due. Troppo piccolo, troppo freddo.

Decidiamo di adottare il metodo giapponese e di andare a lavarci ogni due giorni nei bagni pubblici : i sentō. Sono così parte della cultura giapponese che se ne trovano diversi per quartiere.

Se i bagni pubblici in Francia sono piuttosto associati a un servizio per i senzatetto, in Giappone sono un vero stile di vita. Sono uno spazio in cui si va per lavarsi, radersi, ma anche per rilassarsi dopo una giornata stressante. Si può approfittare di bagni a temperature variabili, dal molto caldo al molto freddo, di saune (con televisione incorporata per guardare le partite di baseball!), di hammam, di vasche idromassaggio, …

I sentō hanno due particolarità:

  • L’esperienza si vive completamente nudi (vi rassicuro: uomini e donne sono separati)
  • Le persone tatuate sono vietate (una leggera tolleranza può essere accordata ai turisti). Infatti, i tatuaggi sono il marchio di fabbrica degli yakuza, i membri della celebre mafia giapponese.

Per variare i piaceri, proviamo ad andare in un sentō diverso ogni volta. Se gli onsen (equivalente dei sentō ma con acque termali) attirano i turisti, è molto meno il caso dei sentō. I giapponesi sono sempre molto incuriositi nel vederci e questo porta ogni volta una serie di aneddoti divertenti (immaginatevi mentre vi lavate, completamente nudi, seduti su uno sgabello, mentre chiacchierate con un vecchio giapponese ^^).

Fino al giorno in cui arrivo in un nuovo sentō. Sono l’unico straniero, non è una novità. Ma tutti gli altri visitatori sono tatuati… dalla testa ai piedi. O più esattamente su tutto il corpo, tranne le zone visibili quando si indossano pantaloni e camicia. Capisco subito: sono nel sentō degli yakuza 😀

Sono un po’ intimidito ma penso che se ho potuto comprare un biglietto per entrare, allora nulla vieta la mia presenza. Arriva la scena in cui sono in una vasca idromassaggio. Appaiono 5 yakuza, uno di loro mi si avvicina:

– American?

– No, french!

Vedo che non capisce la mia risposta, allora preciso:

– France, Eiffel Tower! – Mentre mimavo la Torre Eiffel con le mani.

Vedo allora il suo viso illuminarsi, si gira verso i suoi colleghi, sghignazzando, per spiegare loro che sono francese (è quello che immagino, forse era piuttosto per spiegare che era inutile uccidermi).

Non parlando una parola di giapponese, e loro nessuna parola di inglese, lo scambio è finito lì. Ma la situazione era abbastanza buffa che questo aneddoto abbia divertito molto tutti quelli a cui l’ho raccontato.

Illustrazione: Foto di Horace Bristol – Yakuza Public Bath, 1974

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