Ottenere l’ESTA nonostante un viaggio a Cuba dopo il 2011
Dovendo recarmi per alcuni mesi in Polinesia francese per lavoro, compilo scrupolosamente la mia richiesta ESTA in previsione dello scalo negli Stati Uniti (ricordo, è indispensabile, anche per un semplice transito).
Ho avuto un colpo di stress vedendo la seguente domanda:
“Hai viaggiato o sei stato presente a Cuba, Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria o Yemen dal 1° marzo 2011?”
Sì, è proprio il mio caso (soggiorno nel 2017), e non ricordavo di aver avuto questa domanda nelle mie precedenti richieste.
Alcuni potrebbero essere tentati di rispondere “No”, incoraggiati dall’assenza di timbro sul passaporto. Pessima idea, gli USA hanno innumerevoli altre fonti di dati. La scoperta di una menzogna potrebbe farvi mettere in blacklist dal territorio americano per molto tempo.
Mi immaginavo già di vedere la mia richiesta ESTA rifiutata e di essere costretto a prendere appuntamento all’ambasciata americana per fare una richiesta di visto classico B1/B2.
Ho completato la mia richiesta ESTA alle 16:15 (un sabato). Ho ricevuto una risposta (positiva) alle 17:00, appena 45 minuti dopo.
Mi sono preoccupato per nulla.
La confusione deriva dal fatto che una legge americana del 1° marzo 2011 vieta l’uso dell’ESTA per i viaggiatori che sono stati in un paese “a rischio”: Iran, Iraq, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria e Yemen.
Cuba si è unita a questa poco invidiabile lista il 12 gennaio 2021, senza effetto retroattivo però.
Quindi sì, è possibile ottenere un ESTA per un viaggio negli Stati Uniti nonostante un soggiorno a Cuba dopo marzo 2011, ma prima del 12 gennaio 2021.
Se vi siete recati dopo il 12 gennaio 2021, è tutta un’altra storia. Non siete idonei per l’ESTA e dovete fare una richiesta di visto in piena regola.