[recensione] Biennali Mondiali della Legatura d’Arte 2024
Non avrei dovuto andare alle Biennali Mondiali della Legatura d’Arte del 2024 perché alloggiavo nella periferia nord di Parigi e per assistere a queste biennali dovevo arrivare fino al capolinea della linea B. Ma un legatore vietnamita ha vinto un premio e un’amica in comune ci ha messe in contatto. Ci sono andata soprattutto per fare un favore. Ne ho approfittato un po’, ma sono contenta di aver abbinato lo spostamento a un altro evento a Parigi perché 3 ore tra andata e ritorno per questo mi avrebbe un po’ disgustata.
È un concorso di legatoria aperto a tutti: professionisti e dilettanti. Tutti devono legare esattamente lo stesso libro (Volo di notte di Saint-Exupéry per l’anno 2024), stampato su bella carta, e si possono includere illustrazioni o no, a scelta. Non ci sono limiti, si fa quello che si vuole con il libro. Secondo il catalogo che ho comprato (15 euro), almeno un terzo delle partecipazioni viene da laboratori / legatori professionisti, da tutto il mondo.
Ci sono tre spazi: lo spazio principale che mostra tutti i libri partecipanti, uno spazio dedicato alle scuole di legatoria e uno spazio dedicato ai fornitori. Ci sono andata di sabato, quindi lo spazio dei fornitori è diverso da quello della domenica. Il biglietto costa 5 euro per tutta la durata della mostra.
Beh, non ho faticato a trovare il libro del legatore vietnamita perché tutti i libri premiati sono ben in evidenza su tavoli, mentre i libri non premiati sono su scaffali. Ci prestano bastoncini con specchio e lampada per vedere meglio i capitelli e si può passare dietro gli scaffali per vedere meglio le guardie. I libri sono aperti a quasi 180 gradi perché si ammirino i piatti, ma anche perché si vedano gli errori.
Sono scioccata nel vedere così tanti errori di base e rimpiango subito di aver passato 1 ora e mezza con i mezzi per questo (+ 1 ora e mezza per il ritorno). Errori che anche una principiante come me può individuare. Controllo a caso se questi libri con evidenti tracce di spago sul piatto, guardie incollate storte, tasselli mal fatti, unghiette asimmetriche, capitelli incollati alla bell’e meglio… vengano da dilettanti ma scopro con orrore che sono proprio i legatori professionisti a farli. Non so se è specifico di questa edizione o di tutte le edizioni, ma è così. Però per me è un grande avvertimento : il mestiere sta morendo.
Questo mi fa venire in mente una discussione tra il mio insegnante di legatoria e dei genitori di studenti della scuola Estienne, specializzata nella legatura d’arte, secondo cui scuole del genere non formano legatori, che non hanno la padronanza tecnica, sono solo molto creativi e conoscono più o meno il mestiere per concepire legature d’arte. Mi ricordo anche di un’intervista a una legatrice proveniente dalla scuola Estienne che dice di aver preso lezioni supplementari da un vecchio signore per imparare a “vedere” e perfezionarsi. Non c’è da stupirsi, se questi legatori professionisti non vedono i loro evidenti errori e mandano comunque le loro creazioni al concorso, è o (1) non li vedono (2) oppure non sono abituati a fare questo tipo di legature nel loro lavoro quotidiano. Invece ci vuole pratica, molta pratica!
C’è un libro che ha vinto uno dei premi, ma scopro dopo, su Instagram, che la doratura è stata fatta da qualcun altro (di un altro laboratorio). Non conosco molto bene le regole, ma in quel caso, si deve mettere anche il nome del doratore? In ogni caso, ho visto chiaramente che i legatori avevano molte difficoltà con la doratura, alcune lettere sono completamente storte. E se questa persona ha comunque vinto un premio subappaltando la doratura a qualcun altro, penso che gli altri legatori, per la prossima volta, dovrebbero subappaltare questa parte per avere più possibilità di vincere.
Sono molto sorpresa di vedere un gruppo di coreane anziane. Quando si vede il numero di libri per paese, ci si accorge che alcuni paesi hanno club di legatoria più forti di altri e la Corea fa parte di questi. Si stanno facendo conoscere sempre di più, in pelletteria sono più perfezionisti, in legatoria non sono molto creativi ma fanno meno errori di base e imparano molto in fretta… non mi sorprenderebbe se tra 20 anni ci creassero un Hermès-bis, meno caro e di migliore qualità. Soprattutto perché nei paesi asiatici gli strumenti costano molto meno. In Francia, per trovare un alfabeto della giusta dimensione bisogna spendere una fortuna, mentre per fare un tassello personalizzato, per esempio “Volo di notte”, posso ordinarlo su misura e averlo il giorno dopo in Vietnam.
Quanto alla legatura del mio legatore viet, chiaramente non è il mio stile, ma capisco perché ha vinto: tecnicamente è bravo e i suoi tagli sono unici. Molti legatori lasciano i tagli non rifilati o si accontentano di colorare il taglio di testa (perché i legatori non sembrano più saper dorare i tagli). E la sua pelle a mosaico è particolarmente ben riuscita. I suoi capitelli cuciti sono molto meglio eseguiti rispetto agli altri concorrenti. So dove compra la pelle, perché abbiamo lo stesso fornitore in Vietnam e devo dire che per ottenere quel risultato ha faticato molto, perché non abbiamo la stessa scelta di pelli che c’è in Francia.



Sono comunque contenta di essere venuta perché è una delle rare occasioni in cui si vedono così tante legature d’arte nello stesso posto, ma ammetto che mi aspettavo un livello generale molto più alto da un punto di vista tecnico. Da un punto di vista “creatività”, è chiaro che è super creativo, ma per me non si può costruire una casa creativa se poi crolla. Prima bisogna che le guardie siano ben incollate, che i piatti siano simmetrici ecc.
Mi sono messa dietro a una nonna e suo nipote per ascoltare le sue spiegazioni: mostra i libri premiati e gli spiega perché, secondo lei, quel determinato libro ha vinto il premio. I libri premiati sono davvero ben fatti, almeno fanno fruttare bene i 5 euro di ingresso. E ci sono tecniche difficilissime che non riuscirò mai a padroneggiare.
L’acquisto del catalogo è consigliato perché si capiscono meglio le tecniche usate e l’idea dietro ogni libro. I libri premiati hanno diritto a una doppia pagina nel catalogo, mentre gli altri hanno una foto e qualche riga.
Ho comunque fatto delle foto delle rilegature che mi piacciono come idea… per esempio quelle che usano la pergamena, altre con un aereo pop-up, o che incorporano vetrate, o pietre… mi piace molto quando i rilegatori integrano le conoscenze di altre arti.
Quello che mi piace è la possibilità di comprare i libri delle competizioni precedenti per 40 euro. È comunque più piacevole fare una rilegatura con dei fascicoli così piuttosto che distruggere un libro già rilegato. Del resto, sempre più fine presses ora propongono fascicoli nudi, perché possiamo farci le nostre rilegature da soli, come al buon vecchio tempo.
Ecco alcune foto che ho scattato. Per ingrandire, cliccate su ogni foto.


































Nello spazio dei fornitori, sono molto contenta di scoprire il mestiere di pareggiatore (paratore). Mi faciliterà la vita sia per la pelletteria che per la rilegatura.

E ho potuto comprare della pergamena per imparare la miniatura (circa 40 euro per una pergamena di capretto). Segue un lungo tragitto in RER B per tornare a Parigi. Fortunatamente mia sorella mi ha invitato allo spettacolo di Katherine Ryan. Ceniamo insieme al ristorante accanto e torniamo in Uber perché non ne potevo più di questi lunghi spostamenti.